Pubblica Assistenza Milanese

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IL VOLONTARIATO DEL SOCCORSO A MILANO

CARATTERISTICHE E CENNI STORICI 

Il soccorritore è una persona addestrata a prestare aiuto al prossimo. Il concetto di soccorritore è più in particolare legato all’emergenza sanitaria extra-ospedaliera e al personale, dipendente o volontario, che opera sulle ambulanze. Il soccorritore è formato per intervenire in caso di emergenze sanitarie, a svolgere determinate procedure e a trasportare i pazienti nei pronto soccorso degli ospedali seguendo i protocolli stabiliti dalle autorità sanitarie competenti, regionali o locali. In Italia generalmente i soccorritori sono volontari facenti parte di associazioni come le Pubbliche Assistenze, le Misericordie, la Croce Rossa Italiana o altre a carattere non nazionale. Questa figura, svolta volontariamente o in qualità di dipendente, è a tutti gli effetti una qualifica professionale. Il soccorritore non è un sanitario, come spesso si ritiene erroneamente: egli è infatti una persona formata e addestrata al trattamento e al trasporto del paziente, pur non potendo effettuare manovre invasive su di lui. Un soccorritore è un incaricato di pubblico servizio ed è tutelato da violazioni, minacce e resistenze che potrebbe subire mentre compie il proprio lavoro, al pari di un pubblico ufficiale. Il soccorritore ha il dovere, durante il servizio, di rimanere disponibile e di soccorrere ogni persona in stato di necessità. 

In città operano storicamente le associazioni che si coordinano attraverso l’ ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) organizzazioni di volontariato senza fini di lucro diffuse su tutto il territorio nazionale. L’origine delle Pubbliche Assistenze si colloca negli anni immediatamente successivi all’unità d’Italia, con iniziative sociali non collegate tra loro: cooperative, società di mutuo soccorso, casse rurali ed artigiane. L’attività principale delle Pubbliche Assistenze è quella del primo soccorso e del trasporto socio-sanitario programmato o di emergenza. L’Anpas, inoltre, è convenzionata con l’Ufficio Nazionale per il Servizio civile per l’impiego di obiettori di coscienza. 

Nel 1904 nasce a Spoleto la Federazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, che verrà riconosciuta dallo stato come Ente Morale nel 1911. 

Allo scoppio della I Guerra Mondiale le associazioni aderenti sono circa 150, con la pace riprende la crescita del movimento, che al Congresso di Fiume del 1924 vedrà rappresentate ben 218 associazioni federate. 

Durante il Fascismo viene perseguita una politica tesa a ricondurre sotto il controllo diretto dello Stato tutte le attività, comprese quelle di volontariato. Per questo motivo le pubbliche assistenze, come tante altre libere associazioni, cessano di esistere. Un Regio Decreto del 1930 trasferisce tutte le competenze connesse con il primo soccorso alla Croce Rossa, sciogliendo le associazioni: si salvano solo quelle poche che in precedenza erano riuscite ad ottenere la personalità giuridica. Al crollo del regime, le pubbliche assistenze riprendono la loro attività secondo gli schemi originari. Già nel 1946, al Congresso di Milano, il movimento che si ricostituisce può contare sulla presenza di 64 associazioni. 

Il grosso slancio alla crescita avviene però a partire dalla fine degli anni ’70 e dura fino ad oggi. Vengono superati anche i confini tradizionali che vedevano concentrate le pubbliche assistenze in poche regioni: Toscana, Emilia, Liguria e qualcosa in Piemonte e a Milano. Nel frattempo, nel 1987, è stato cambiato anche il nome, dall’originario “Federazione Nazionale”, all’attuale “Associazione Nazionale”. Non è soltanto una questione linguistica: questo fatto indica la ricerca di uno sforzo unitario che, lasciando a ciascuna associazione aderente la propria autonomia, può permettere al movimento di farsi riconoscere ed apprezzare come tale su tutto il territorio nazionale. I nomi delle associazioni aderenti sono i più svariati: Croce Verde, Croce Bianca, Croce Blu, Pubblica Assistenza, Fraternità, Fratellanza, Humanitas, Associazione Volontari del Soccorso, S.O.S. ecc. Nello stesso periodo il Comune di Milano fece installare le famose colonnine, che erano collegate via telefono con la centrale dei Vigili Urbani. A metà degli anni Novanta, il coordinamento ambulanze, effettuato dalla Polizia Municipale, viene sostituito dall’istituzione del 118 presso l’Ospedale di Niguarda. 

Tutte le associazioni riconosciute offrono servizi di primo soccorso in convenzione con la Centrale Operativa 118 di Milano e/o altri servizi sociosanitari sul territorio secondo quelle che sono le caratteristiche peculiari ed i progetti di ciascuna associazione. Tutte le esperienze nascono da gruppi di volontari che, anche con l’aiuto di negozianti e parroci sensibili, con passione e sacrifici riescono a dar vita ad esperienze di qualità, sia in centri di grandi dimensioni che in piccoli nuclei. Alcune hanno sviluppato un’ attività sociale legata al territorio e svolgono attività in relazione alla protezione civile. Per tutte richiamo l’esperienza della Croce Verde A.P.M. (Pubblica Assistenza Milanese). Questa associazione nasce a Milano nel 1899 grazie a 19 giovani volenterosi. La prima sede è in un locale di una bottega di riso, messo a disposizione dal negoziante stesso, il primo benefattore.Non ha carattere né politico, né religioso ed è puramente umanitaria. Opera nel settore della pubblica assistenza a Milano, coprendo anche le zone dell’hinterland milanese quali Cesano Boscone, Buccinasco e Corsico. Nel 1905, sempre a Milano, nasce ad opera di un gruppo di immigrati toscani la Società Volontaria di Soccorso Croce Verde, con sede in un modesto locale. Per statuto la società deve essere composta da elementi di ogni ceto sociale, e deve prestare opera di soccorso gratuitamente, in favore degli ammalati ed infortunati bisognosi, e ancora: la Società non ha carattere né politico né religioso; è puramente umanitaria. Nel 1916 le due Associazioni, la Società Volontaria di Soccorso Croce Verde e l’Assistenza Pubblica Milanese, si riuniscono sotto il nome di Croce Verde A.P.M. ; da allora hanno accompagnato l’evoluzione della città. 

Non dobbiamo poi dimenticare la CRI, CROCE ROSSA ITALIANA, che ha una storia lunga 150 anni , che inizia il 24 giugno 1859, con la battaglia di Solferino, nell’Ospedale e nelle Chiese di Castiglione dove sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione:Francesi, Austriaci,Tedeschi e Slavi. Il 22 agosto 1864 l’Italia sottoscriverà la Convenzione di Ginevra. La C.R.I. fa parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa. Nelle sue azioni a livello internazionale si coordina con il Comitato Internazionale della Croce Rossa, nei Paesi in conflitto, e con la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per gli altri interventi. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha sede a Ginevra, è una organizzazione neutrale e indipendente che assicura aiuto umanitario e protezione alle vittime delle guerre e delle violenze armate; nei conflitti armati il CICR è responsabile delle attività internazionali di soccorso di tutto il Movimento. La Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa ha sede a Ginevra. 

La Società persegue la sua opera secondo Sette Principi Fondamentali: – Umanità: “ Siamo al servizio della gente, non dei sistemi” – Neutralità: “ Prendiamo spesso delle iniziative, ma ci asteniamo da qualsiasi presa di posizione” – Imparzialità: “Soccorriamo la vittima, ma anche l’aggressore” 

– Indipendenza: “Rispondiamo alla sofferenza, ma non ci pieghiamo a nessuna forma di potere” – Volontariato: “Lavoriamo senza tregua, ma mai per profitto” – Unità: “ Abbiamo numerosi talenti, ma un unico ideale” – Universalità: “Rispettiamo le Nazioni, ma la nostra azione non conosce frontiere”.